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Parliamo di AdBlue®: cos’è e come funziona

Pubblicato il 5 settembre 2016

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L’utilizzo di AdBlue® comporta numerosi vantaggi per l’autoveicolo e per l’ambiente. Probabilmente però non tutti sanno come funziona effettivamente questa soluzione “Low-NOX”.

Gli NOX, o ossidi di azoto, sono generati dalla combustione, attraverso tre meccanismi, due dei quali sono prevalenti: 1) ossidazione dell’azoto presente nell’aria atmosferica, per effetto delle modalità della combustione; 2) ossidazione subita dai composti azotati presenti nel combustibile. In estrema sintesi, si può affermare che gli NOX, pertanto, si ritrovano nei fumi della combustione in quantità variabili a seconda delle condizioni di esercizio della combustione e della qualità del combustibile Impiegato. Gli ossidi di azoto, oltre ad essere pericolosi per l’uomo (danni alle vie respiratorie), danno origine a reazioni fotochimiche in atmosfera, precursori dell’ozono troposferico. Nell’ambiente, gli ossidi di azoto si combinano con l’umidità presente nell’atmosfera, causando piogge acide dagli effetti negativi su piante, raccolti, mari, corsi d’acqua e falde acquifere. Le normative nazionali ed europee contemplano dei Valori Limite di Emissione per le centrali termiche e per i gas emessi dagli automezzi diesel (es. Euro 5, Euro 6).

Ridurre gli ossidi di azoto presenti nell’atmosfera è quindi un obiettivo essenziale, che va a vantaggio di tutti e l’AdBlue® agisce proprio in questa direzione. Inizialmente impiegato per ridurre le emissioni di veicoli pesanti, oggi è disponibile per un’ampia gamma di veicoli.

Conservata in un apposito serbatoio dell’autoveicolo, l’AdBlue® è composta dal 67,5% di acqua e dal 32,5% di urea. Una volta iniettata nei gas di scarico, per effetto delle alte temperature ivi presenti, l’urea si trasforma in ammoniaca (NH3) [1] che reagisce con gli ossidi di azoto (NOX), per formare acqua e azoto, vale a dire due componenti che sono presenti nell’atmosfera e che noi respiriamo normalmente.

Tale reazione, cosiddetta SCR (riduzione catalitica selettiva), è favorita dal catalizzatore a base di vanadio, contenuto nella marmitta catalitica. L’intero meccanismo è regolato da una centralina elettronica, che interviene sul dosaggio dell’AdBlue®, in modo da assicurare il rispetto dei limiti di legge sulle emissioni (Euro 4, Euro 5 ed Euro 6).

In tale contesto, assume rilevante importanza la qualità dell’AdBlue® impiegata, per poter garantire due obiettivi fondamentali: l’elevata resa nella riduzione degli NOX, in modo da rispettare i limite di legge, nonché l’ambiente stesso in cui viviamo; la più lunga durata possibile della marmitta catalitica, in modo da evitare costose spese di manutenzione dell’autoveicolo.

Il funzionamento corretto del sistema AdBlue® è garantito soltanto se il produttore dispone della licenza rilasciata dalla VDA [2]  per la relativa produzione e commercializzazione. Solo in questo caso  AdBlue® è certificato ed è conforme alla norma ISO 22241. AdBlue®by Azotal risponde pienamente a tali requisiti.

L’AdBlue® by Azotal

E’ un prodotto da utilizzare sui motori dotati di tecnologia SCR (Riduzione Catalitica Selettiva) allo scopo di ridurre le emissioni di NOx. L’utilizzo del catalizzatore SCR sui motori di nuova generazione ha permesso di abbattere le emissioni di NOx e di rispettare i rigidi standard imposti dalle norme antinquinamento EURO 4, EURO 5 e EURO 6. Il sistema post-trattamento SCR prevede che l’AdBlue® by Azotal venga iniettata nel flusso dei gas di scarico a valle del motore e che questa poi reagisca nella marmitta catalitica con gli ossidi di azoto NOx generando acqua e azoto elementare, composti normalmente presenti nell’atmosfera. AI fine di assicurare una lunga vita al sistema di post-trattamento SCR con elevate performance, è necessario monitorare attentamente la qualità dell’AdBlue® by Azotal, poiché l’eventuale presenza di impurezze in concentrazioni superiori alla norma ISO 22241 danneggia il catalizzatore, riducendone la durata. La scarsa attività del sistema di post trattamento SCR, dovuta a catalizzatori inattivi/otturati può provocare un aumento delle emissioni di NOx e danni secondari al motore stesso dovuti ad un aumento della pressione del gas di scarico.

[1] L’altro composto che si forma contestualmente è l’anidride carbonica (CO2)
[2] Verband der Automobilindustrie (Berlin Germany,  www.vda-qmc.de)