L’agricoltura di precisione non è più una promessa per il futuro, ma in Italia resta una pratica di pochi. La tecnologia è disponibile e il mercato cresce, eppure la maggior parte delle aziende agricole non l’ha ancora adottata: secondo l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano, il 42% delle aziende agricole italiane utilizza almeno una soluzione smart, ma solo il 9% è digitalmente maturo.

In questa guida vediamo cos’è davvero l’agricoltura di precisione, quali vantaggi offre, con quali strumenti si mette in pratica e perché la concimazione è l’ambito in cui dà i risultati più concreti. Parliamo anche di quello che spesso si tace: gli errori più comuni e i casi in cui non conviene.

In sintesi

L’agricoltura di precisione è un metodo di gestione agronomica che usa dati raccolti in campo (immagini satellitari e da drone, sensori, mappe di resa, analisi del suolo) per individuare le differenze tra le zone di uno stesso appezzamento. Invece di trattare il campo in modo uniforme, adatta dose, momento e modalità di distribuzione di acqua, concimi, sementi e agrofarmaci alle esigenze di ogni zona. Il risultato è un uso più efficiente degli input, con meno sprechi e perdite nell’ambiente e una resa più stabile in quantità e qualità.

 

Cos’è l’agricoltura di precisione

L’agricoltura di precisione è una gestione delle colture che parte dalle differenze interne al campo: si misurano le caratteristiche delle diverse zone di un appezzamento e si adattano gli interventi a ciascuna. In Italia il riferimento ufficiale sono le Linee guida nazionali per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, adottate dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF) con il decreto del 22 dicembre 2017. Il decreto la definisce un sistema integrato che porta i fattori di produzione di una coltivazione verso i valori ottimali di resa e qualità.

Presupposto: nessun campo è uniforme. Tipo di terreno, sostanza organica, esposizione, disponibilità d’acqua e storia colturale cambiano anche a pochi metri di distanza. La gestione tradizionale tratta invece l’appezzamento come se fosse tutto uguale e distribuisce la stessa dose ovunque, così alcune zone ricevono più di quanto possono usare e altre meno di quanto servirebbe. L’agricoltura di precisione parte dal principio opposto: misurare queste differenze e gestirle.

Non è più una tecnologia sperimentale, ma in Italia resta una pratica di pochi. Secondo l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano, il 42% delle aziende agricole italiane utilizza almeno una soluzione smart, ma solo il 9% è digitalmente maturo. Per questo, oltre a strumenti e vantaggi, in questa guida trovi anche gli errori più comuni e i casi in cui non conviene.

Le caratteristiche: un’agricoltura “sito-specifica”

Il tratto che distingue l’agricoltura di precisione da quella convenzionale è il modo di guardare il campo. Non più un’unica superficie da trattare in modo uniforme, ma un insieme di aree diverse, ciascuna con esigenze proprie. Per questo si parla di agricoltura “sito-specifica”: ogni zona dell’appezzamento viene gestita come un’unità a sé.

Da questo principio derivano le caratteristiche che accomunano tutte le applicazioni:

  • si basa sulla misura: le decisioni partono da dati raccolti in campo, non da medie aziendali o dall’abitudine;
  • tiene conto dello spazio e del tempo: le differenze tra le zone cambiano da un’annata all’altra e anche nel corso della stessa stagione;
  • interviene in modo differenziato: dose, momento e modalità di ogni intervento si adattano alla zona. Lo strumento principale è la distribuzione a rateo variabile, in cui la macchina cambia automaticamente la quantità di prodotto distribuita per ettaro mentre attraversa le diverse zone del campo, seguendo una mappa o i dati dei sensori;
  • verifica i risultati: ogni stagione fornisce dati che migliorano le scelte di quella successiva.

L’obiettivo non è produrre di più a ogni costo, ma ottenere la stessa produzione, o una produzione superiore, consumando meno risorse.

 Qual è la differenza tra agricoltura di precisione, agricoltura 4.0 e smart farming?

TermineCosa indicaPerimetro
Agricoltura di precisioneIl principio agronomico: gestire le differenze del campo, nello spazio e nel tempo, con interventi miratiIl campo e le operazioni colturali
Agricoltura 4.0Un concetto più ampio, che comprende anche macchine connesse, software gestionali, tracciabilità di filiera e intelligenza artificialeL’intera azienda e, sempre più spesso, la filiera
Smart farmingL’etichetta più generica, che spesso include anche la zootecnia di precisioneTutte le attività agricole e zootecniche

In pratica, l’agricoltura di precisione è il cuore agronomico dell’agricoltura 4.0: il momento in cui i dati diventano una decisione in campo.

Tra le due non c’è un salto netto, ma un percorso a livelli. Si parte di solito dalla guida assistita dei trattori, per evitare sovrapposizioni tra una passata e l’altra. Si passa poi alla mappatura delle rese e alla distribuzione a rateo variabile, cioè con una dose che la macchina cambia automaticamente da una zona all’altra del campo. Si arriva infine a sistemi connessi che raccolgono ed elaborano i dati in modo continuo.

 

Vantaggi e limiti: cosa aspettarsi davvero

Il valore dell’agricoltura di precisione si misura su tre piani, che insieme definiscono la sua sostenibilità:

  • ambientale: distribuire solo quanto serve, dove serve, riduce ciò che finisce fuori dal campo (nitrati nelle falde, ammoniaca nell’aria, residui di agrofarmaci nelle acque) e il carburante consumato in passaggi inutili;
  • economico: si riducono gli sprechi di concimi, sementi e agrofarmaci, perché ogni zona riceve solo la quantità che è in grado di sfruttare;
  • sociale: guida assistita e automazione riducono la fatica degli operatori e gli errori nelle lavorazioni ripetitive.
AspettoCosa si può ottenereDa cosa dipende
Risparmio sugli inputIn media 10-20% di fertilizzanti, circa 10% di sementi, fino al 50% di diserbanti in menoQuanto è vario il campo, coltura, qualità dei dati
Resa e qualitàProduzioni più omogenee tra le zone del campo, qualità più stabileCorrettezza delle scelte, andamento della stagione
Impatto ambientaleMeno perdite di nutrienti verso aria e faldeDose e momento della distribuzione
Efficienza operativaMeno sovrapposizioni, meno carburante, meno ore di lavoroGuida assistita e chiusura automatica delle sezioni
TracciabilitàRegistro digitale di ogni intervento, zona per zonaUso costante del software gestionale

I valori di risparmio sono quelli medi delle sperimentazioni richiamate da Pietro Piccarolo (Accademia dei Georgofili) sulla rivista ENEA.

Distribuire meglio, non per forza meno. Il cuore dell’agricoltura di precisione è la distribuzione a rateo variabile: invece di dare la stessa quantità di prodotto su tutto il campo, la macchina cambia automaticamente la dose da una zona all’altra, seguendo una mappa o i dati dei sensori. Lo scopo è dare a ogni zona la dose adatta, non tagliare automaticamente i quantitativi. Su un campo molto eterogeneo la quantità totale può anche restare la stessa: cambia dove va a finire. Il guadagno arriva allora dalle zone che prima ricevevano troppo poco e ora rendono di più, e da quelle che ricevevano troppo e ora disperdono meno. Chi valuta il risultato solo sul concime risparmiato rischia di concludere che non abbia funzionato.

I limiti

I limiti vanno detti con altrettanta chiarezza. Alcuni riguardano la singola azienda:

  • l’investimento iniziale può pesare sulle aziende piccole, soprattutto se trattori e attrezzature sono datati e non riescono a leggere mappe o dialogare con i software; gran parte del valore, però, sta nel metodo più che nelle macchine, e un contoterzista attrezzato può abbassare molto la soglia d’ingresso;
  • le competenze: servono conoscenze agronomiche e digitali insieme, in azienda oppure attraverso un consulente;
  • la diffidenza verso gli algoritmi: affidare a un software decisioni costruite su anni di esperienza non è scontato, ma la tecnologia non sostituisce l’agricoltore, rende misurabile ciò che già intuisce;
  • i campi poco vari: se l’appezzamento è uniforme, o se le differenze cambiano posizione ogni anno, una mappa costruita sugli anni passati rende poco (ne parliamo in Come iniziare).

Altri non dipendono dall’azienda:

  • dati frammentati su piattaforme diverse, difficili da mettere insieme;
  • macchine di marchi diversi che non sempre comunicano tra loro;
  • copertura di rete ancora insufficiente in molte aree rurali;
  • regole incomplete per alcune applicazioni, come i trattamenti con drone, ancora in attesa del decreto attuativo.

 

Come si fa agricoltura di precisione: gli strumenti

Gli strumenti a disposizione sono molti e in continua evoluzione. Nessuno sostituisce l’esperienza di chi lavora in campo, ma insieme permettono di passare dall’osservazione alla misura. Si possono raggruppare in quattro famiglie.

1. Strumenti per raccogliere i dati

  • satelliti: le immagini della missione europea Sentinel-2 sono gratuite e mostrano, campo per campo, dove la coltura cresce di più e dove di meno, anche sugli anni passati, ma in primavera le nuvole possono coprire proprio i giorni in cui serve decidere;
  • droni: danno immagini molto più dettagliate e si fanno volare quando serve, ma costano di più e convengono soprattutto su colture di valore o per controlli mirati;
  • sensori in campo: registrano umidità del terreno e dati meteo e, a differenza di satelliti e droni, funzionano anche in serre e vivai;
  • sensori sulle macchine: montati sul trattore, leggono lo stato della coltura mentre si lavora, e quelli sulla mietitrebbia misurano la produzione punto per punto, generando le mappe di resa;
  • analisi e mappatura del suolo: le analisi chimiche dicono quanti nutrienti ci sono nel terreno, mentre i sensori trainati misurano le caratteristiche fisiche del suolo, come la quantità di argilla, un dato che resta valido per anni.

Ogni fonte descrive un aspetto diverso del campo, e nessuna basta da sola. Una mappa di resa di un solo anno, per esempio, racconta l’andamento meteo di quella stagione più che il potenziale del campo: servono più annate. E una mappa delle caratteristiche fisiche del suolo dice dove c’è più argilla, non dove ci sono più nutrienti.

2. Strumenti per decidere

I dati da soli non dicono cosa fare. Servono software che li mettano insieme e li trasformino in scelte: i sistemi di supporto alle decisioni (DSS) suggeriscono, per esempio, il momento migliore per un intervento o la dose di concime più adatta, anche grazie a previsioni meteo e modelli di crescita della coltura.

Il risultato pratico è la mappa di prescrizione: il campo viene diviso in zone simili tra loro, e a ciascuna si assegna una dose. La mappa viene poi caricata sul computer di bordo del trattore. Qui vale una regola pratica: tre o quattro zone ben distinte valgono più di una mappa con venti livelli di dose, che la macchina non riuscirebbe comunque a seguire.

Il passaggio dai dati alla dose resta una scelta dell’agronomo. Il software propone, chi conosce il campo decide.

3. Strumenti per intervenire in campo

  • distribuzione a rateo variabile (in inglese VRT, variable rate technology): “rateo” indica la quantità distribuita per ettaro, e con questa tecnologia spandiconcime, botti e seminatrici la regolano da sole, seguendo la mappa o i sensori, mentre attraversano le diverse zone del campo, per concimazione, semina, irrigazione, diserbo e difesa;
  • guida assistita e automatica: grazie al GPS con correzione del segnale (RTK), il trattore segue traiettorie precise al centimetro, senza sovrapposizioni né zone saltate;
  • chiusura automatica delle sezioni: l’attrezzatura smette di distribuire sulle aree già trattate o fuori dal campo.

Il rateo variabile si può gestire in due modi, che conviene conoscere:

AspettoCon mappa di prescrizioneCon sensore in tempo reale
Come si decide la dosePrima dell’intervento, su dati degli anni passati e analisiDurante il passaggio, dai sensori montati sulla macchina
Cosa vedeIl potenziale del campo e le caratteristiche del suoloLo stato della coltura in quel momento
Punto di forzaTiene conto di informazioni raccolte in più anniCoglie l’andamento della stagione in corso
LimiteNon vede cosa sta succedendo quest’annoVede il sintomo, non la causa
Più adatto perConcimazioni di fondo (fosforo, potassio)Concimazioni azotate durante la stagione

Le soluzioni più solide li combinano: la mappa fa da riferimento, il sensore corregge in base alla stagione.

4. Strumenti di gestione e tracciabilità

Completano il quadro i software gestionali aziendali, che registrano ogni intervento, e i sistemi di gestione della flotta (fleet management), che permettono di seguire dall’ufficio spostamenti, consumi e lavoro svolto dalle macchine. Più a valle, i sistemi di tracciabilità accompagnano il prodotto dal campo al consumatore.

 

Il caso della concimazione: dove l’agricoltura di precisione rende di più

La concimazione è l’applicazione più diffusa del rateo variabile, per un motivo semplice: il fabbisogno di nutrienti cambia da una zona all’altra del campo, quindi una dose uniforme è per forza sbagliata in una parte dell’appezzamento. Troppa dove la coltura non riesce a sfruttarla, troppo poca dove servirebbe.

Vale soprattutto per l’azoto, il nutriente che più incide sulla resa ma anche il più facile da perdere: quello in eccesso non produce di più, finisce nell’aria o nelle falde. Distribuirlo zona per zona cambia i numeri. In una sperimentazione su frumento condotta in più siti, la concimazione di precisione ha ridotto in media del 20,8% l’azoto impiegato, con resa e qualità invariate. Le stime più prudenti, del Joint Research Centre europeo, parlano di circa l’8% in meno senza perdite di resa.

Indici di vegetazione: NDVI e NDRE

Per decidere quanto concime dare in ogni zona, l’agricoltura di precisione usa soprattutto gli indici di vegetazione. Sono valori calcolati dalle immagini di satelliti, droni o sensori sulla macchina, a partire dalla luce che le foglie riflettono: una pianta sana e vigorosa assorbe molta luce rossa e riflette molto infrarosso, una pianta in difficoltà fa il contrario. Il risultato è una mappa che mostra, zona per zona, dove la coltura cresce di più e dove di meno. I più usati sono due:

  • NDVI (indice di vegetazione normalizzato): è il più diffuso e misura il vigore generale della coltura, funziona bene nelle prime fasi ma, quando la vegetazione diventa molto fitta, tende a dare valori simili ovunque e a “nascondere” le differenze;
  • NDRE: usa una banda di luce diversa, più sensibile al contenuto di clorofilla, e continua a distinguere le zone anche quando la coltura è ben sviluppata, per questo si preferisce nelle concimazioni più avanzate della stagione.

Gli indici non servono solo per concimare: si usano anche per individuare stress idrico o malattie e per stimare la resa. Nella concimazione diventano la base della mappa di prescrizione che guida lo spandiconcime o la botte.

La mappa però segnala un sintomo, non la causa. Davanti a una zona che cresce meno si può dare più concime per aiutarla a recuperare, oppure meno, perché quella zona non ha il potenziale per sfruttarlo: dipende da cosa la limita. Se manca azoto, l’apporto in più viene recuperato; se il problema è il terreno (poco profondo, compattato, soggetto a ristagni), va perso. Per questo, prima di tradurre la mappa in dosi, conviene una verifica in campo nelle zone critiche. E dividere la concimazione in più interventi permette di correggere ogni volta la mappa con dati aggiornati sulla stagione.

Il ruolo del concime nel rateo variabile

La mappa dice quanto distribuire, la macchina lo esegue. Ma perché la dose che arriva in campo sia davvero quella prevista, anche il concime deve fare la sua parte.

I concimi liquidi si prestano particolarmente bene: con una botte dotata di regolatore di flusso la dose cambia all’istante da una zona all’altra, e la composizione resta identica in ogni punto del campo. Con le miscele granulari, invece, granuli diversi vengono lanciati a distanze diverse, e il rapporto tra i nutrienti cambia lungo la larghezza di lavoro.

Con il rateo variabile, quindi, il concime non è più un prodotto qualsiasi. Tre requisiti in particolare fanno la differenza:

RequisitoPerché conta con il rateo variabileCosa chiedere al fornitore
Concentrazione costante tra i lottiSe la concentrazione cambia, la dose reale si allontana da quella della mappa senza che nessuno se ne accorgaCertificato di analisi per ogni lotto
Densità dichiarataServe per tarare la macchina: con una densità sbagliata, la dose è sbagliata in tutto il campoValore di densità in scheda tecnica
Stabilità e assenza di sedimentiDepositi e sedimenti alterano la composizione e intasano filtri e ugelli proprio mentre la macchina varia la doseCondizioni di stoccaggio garantite e controllo dei lotti

Azotal e la concimazione di precisione

Azotal produce fertilizzanti liquidi NPK in diversi rapporti tra azoto, fosforo e potassio, anche con zolfo, per colture orticole, frutticole e di pieno campo. La gamma comprende concimi in soluzione e in sospensione, formulati per uso fogliare o radicale con micro e oligoelementi, e solfato ammonico in soluzione, indicato per i terreni alcalini e calcarei. Formulazioni, concentrazione e pH possono essere adattati su richiesta, per integrarsi con un sistema a rateo variabile e con un piano di concimazione costruito per zone.

 

Agricoltura di precisione e normativa

La concimazione di precisione è anche uno strumento per rispettare regole sempre più stringenti.

La Direttiva Nitrati (91/676/CEE) protegge le acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola. Nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN), individuate dalle Regioni, l’azoto da effluenti zootecnici non può superare 170 kg per ettaro all’anno. I programmi regionali fissano inoltre limiti di apporto per coltura, periodi di divieto e obblighi di registrazione degli interventi. Mappe e registrazioni digitali producono una documentazione che la concimazione uniforme non genera, e che rende più semplice sia rispettare i limiti sia dimostrarlo.

C’è poi un aspetto incentivante. Nella PAC 2023-2027 è previsto l’intervento SRA24 “Pratiche di agricoltura di precisione”, attivato da quasi tutte le Regioni. Prevede un contributo annuale per ettaro a chi si impegna ad adottare almeno una pratica di agricoltura di precisione, per cinque anni. Le azioni riguardano concimazione, trattamenti e irrigazione, con premi e condizioni che variano da Regione a Regione: in Basilicata, per esempio, l’azione sulla concimazione è stata remunerata con 204,70 euro per ettaro. Prima di impostare un progetto conviene verificare i bandi aperti nella propria Regione.

 

I numeri dell’agricoltura di precisione in Italia

Il quadro italiano è quello di un mercato in crescita e di un’adozione ferma. Secondo l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, nel 2025 il mercato dell’Agricoltura 4.0 ha raggiunto 2,5 miliardi di euro (+9%) e la superficie coltivata con tecnologie digitali è arrivata al 10% del totale. L’offerta non manca: 1.200 soluzioni proposte da oltre 400 fornitori.

Eppure più di metà delle aziende agricole non ha ancora adottato alcuna soluzione 4.0. A pesare c’è anche un fattore strutturale: come ricorda Piccarolo richiamando i dati UNACOMA, il parco macchine agricole italiano è molto datato.

Chi ha già investito, però, tende a proseguire: l’Osservatorio segnala che quasi nessuna delle aziende che hanno adottato soluzioni 4.0 torna indietro. Secondo gli esperti, il fattore decisivo per colmare il divario è la formazione.

 

Le prospettive future

 

L’intelligenza artificiale entra in campo. L’IA permette di analizzare in tempo reale grandi quantità di dati e di trasformarli in decisioni. Alcune macchine, per esempio, riconoscono le erbe infestanti da forma e colore e le eliminano una per una, senza trattare tutto il campo. I cosiddetti gemelli digitali, copie virtuali di macchine o colture alimentate dai sensori, permettono di simulare scenari e prevenire problemi. In Italia siamo agli inizi: l’8% degli agricoltori ha iniziato a usare soluzioni basate sull’IA.

Robot e droni sempre più autonomi. I robot agricoli lavorano già in serre, stalle, vigneti e frutteti, guidati dal GPS e da telecamere e sensori che “vedono” l’ambiente. I droni stanno passando dal monitoraggio all’intervento, ma per i trattamenti con agrofarmaci le regole sono ancora in evoluzione. La Legge 182/2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, ha introdotto in via sperimentale e per tre anni la possibilità di effettuare questi trattamenti con i droni. Per renderla operativa serve però un decreto attuativo dei Ministeri di Agricoltura, Salute, Ambiente e Trasporti, atteso per la primavera 2026 e ad agosto 2026 non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le aziende agricole diventano produttrici di energia. Più tecnologia significa anche più fabbisogno di energia elettrica, ma le aziende agricole sono sempre più spesso anche produttrici di energia: secondo i dati di Confagricoltura riportati da ENEA, il 18,6% delle imprese agricole produce energia da fonti rinnovabili.

 

Come iniziare (e quando non conviene)

Conviene nella mia azienda?

Conviene se nei tuoi campi ci sono differenze significative e se si ripetono nello stesso punto anno dopo anno. Per questo il primo passo non è comprare la tecnologia, ma capire in quale di queste situazioni ti trovi:

Situazione del campoIl rateo variabile conviene?Cosa fare
Differenze marcate che si ripetono negli stessi puntiSì, è il caso idealeCostruire una mappa di prescrizione sui dati di più annate
Differenze che cambiano posizione ogni anno, con l’andamento della stagioneSì, ma non con una mappa fissaAffidarsi ai sensori che leggono la coltura al momento dell’intervento
Campo uniforme per tipo di terreno, profondità e storia colturalePoco: le dosi differenziate sarebbero quasi identichePuntare su guida assistita e chiusura automatica delle sezioni

Per scoprirlo bastano i dati che hai già o che costano poco: due o più annate di mappe di resa, una mappatura del suolo e le immagini satellitari gratuite degli anni passati. Con un investimento molto inferiore a quello di qualsiasi attrezzatura, ti dicono se vale la pena andare avanti.

Un percorso per step

  1. Parti dai dati che hai già. Analisi del suolo, mappe di resa, storico delle concimazioni, immagini satellitari. Metterli su una mappa rivela differenze che l’esperienza intuiva ma non misurava.
  2. Scegli un campo pilota. Meglio un appezzamento vario, dove la differenza si vede, che tutta l’azienda insieme.
  3. Sfrutta l’attrezzatura che hai. Verifica se botte o spandiconcime possono leggere una mappa o essere adattati. Per i concimi liquidi, spesso basta aggiornare il computer di bordo e il regolatore di flusso.
  4. Verifica le zone critiche in campo prima di decidere se dare più o meno concime.
  5. Prima distribuzione, con una striscia di confronto. Distribuisci a rateo variabile, ma lascia una fascia a dose uniforme: a fine stagione il confronto ti dirà quanto hai guadagnato.
  6. Controlla e ripeti. Confronta mappa di resa e dosi distribuite, correggi e ripeti l’anno successivo.
  7. Valuta gli incentivi. Controlla i bandi SRA24 e le misure per gli investimenti in tecnologie di precisione della tua Regione.

Se non vuoi investire in attrezzature, un’alternativa concreta è affidarti a un contoterzista già attrezzato per la distribuzione a rateo variabile.

 

Gli errori da evitare

L’agricoltura di precisione delude quasi sempre per le stesse ragioni, e raramente c’entra la tecnologia:

  • basarsi su una sola mappa di resa, scambiando il meteo di un’annata per il potenziale del campo;
  • aumentare la dose dove la coltura è indietro senza aver verificato che il problema sia davvero la mancanza di concime;
  • non ritarare la macchina quando si cambia prodotto: basta una densità diversa per sbagliare la dose in tutto il campo, senza che nessuna mappa lo segnali;
  • usare un GPS poco preciso rispetto alla dimensione delle zone: si distribuisce la dose giusta nel posto sbagliato;
  • giudicare il risultato solo sul concime risparmiato, dimenticando resa e perdite evitate.

 

Conclusione

L’agricoltura di precisione non consiste nel mettere un drone sopra un campo. È un metodo: misurare, decidere, intervenire e verificare, anno dopo anno. Gli strumenti ci sono e continuano a evolvere. Il vero salto, per l’agricoltura italiana, è trasformarli in pratica quotidiana.

Applicata alla concimazione, si gioca su tre scelte in sequenza: capire se nel campo esistono differenze reali e ricorrenti, decidere come variare la dose, e verificare che il concime arrivi davvero in campo nella dose e nella composizione previste. La terza è quella più trascurata, ed è anche quella che può vanificare le prime due. Per questo il dialogo tra agricoltori, agronomi e produttori di concimi e fertilizzanti è una parte essenziale del percorso verso un’agricoltura più precisa.

 

Domande frequenti sull’agricoltura di precisione

L’agricoltura di precisione conviene anche alle piccole aziende?

Sì, se si parte dal metodo e non dalle macchine. Le immagini satellitari gratuite e il ricorso a contoterzisti attrezzati abbassano molto il costo di ingresso. Il vantaggio però dipende soprattutto da quanto sono vari i campi, più che dalla dimensione dell’azienda.

Quanto si risparmia con l’agricoltura di precisione?

Dipende da quanto sono vari i campi e da come vengono costruite le mappe. In media le sperimentazioni indicano un 10-20% di fertilizzanti in meno, circa il 10% di sementi e fino al 50% di diserbanti. Su campi molto eterogenei, però, il vantaggio può stare più nel distribuire meglio che nel distribuire meno.

Che differenza c’è tra agricoltura di precisione e agricoltura 4.0?

L’agricoltura di precisione è il principio agronomico: gestire le differenze del campo con interventi mirati. L’agricoltura 4.0 è l’insieme più ampio delle tecnologie digitali in azienda, dalle macchine connesse ai software gestionali, fino alla tracciabilità di filiera.

Cos’è il rateo variabile?

Il rateo variabile (VRT, variable rate technology) è la tecnologia che permette a spandiconcime, botti e seminatrici di cambiare automaticamente la quantità di prodotto distribuita per ettaro mentre attraversano le diverse zone del campo. La macchina segue una mappa di prescrizione caricata sul computer di bordo, oppure i dati dei sensori che leggono la coltura in tempo reale.

Cos’è l’NDVI e a cosa serve in agricoltura?

L’NDVI (indice di vegetazione normalizzato) è un valore calcolato dalle immagini di satelliti, droni o sensori in base alla luce riflessa dalle foglie: una pianta vigorosa assorbe molta luce rossa e riflette molto infrarosso. Serve a creare mappe che mostrano dove la coltura cresce di più e dove di meno, da usare per concimare per zone, individuare stress idrico o malattie e stimare la resa. Con vegetazione molto fitta tende però a perdere sensibilità, e in quella fase si preferisce l’NDRE.

Cos’è una mappa di prescrizione?

La mappa di prescrizione è la mappa che divide il campo in zone omogenee e assegna a ciascuna una dose di concime, sementi o agrofarmaci. Si costruisce a partire da mappe di resa, analisi del suolo e indici di vegetazione, e viene caricata sul computer di bordo del trattore, che la usa per regolare la distribuzione a rateo variabile. Di solito tre o quattro zone ben distinte funzionano meglio di molti livelli di dose.

Quali strumenti servono per fare agricoltura di precisione?

Servono strumenti per raccogliere dati (satelliti, droni, sensori, mappe di resa, analisi del suolo), software che li trasformino in decisioni e mappe, macchine in grado di distribuire a rateo variabile e di muoversi con guida assistita, e un sistema gestionale che registri gli interventi.

Serve un concime diverso per il rateo variabile?

Non necessariamente un prodotto diverso, ma un prodotto con caratteristiche garantite: concentrazione costante tra i lotti, densità dichiarata per la taratura, stabilità nello stoccaggio. I concimi liquidi si prestano particolarmente bene, perché la dose si regola con precisione e la composizione resta uguale in ogni punto del campo.

Esistono contributi per l’agricoltura di precisione?

Sì. L’intervento SRA24 della PAC 2023-2027 prevede un premio annuale per ettaro per chi adotta pratiche di precisione, con condizioni che variano da Regione a Regione. Esistono inoltre misure per gli investimenti in macchinari e tecnologie.