Solfato ammonico come diserbante: coadiuvante nei trattamenti erbicidi e spollonatura
Il solfato ammonico non è un diserbante. Non è iscritto in nessun registro di prodotti fitosanitari e non può sostituire gli erbicidi nelle pratiche agricole ordinarie. Ma in due situazioni precise fa concretamente la differenza nei trattamenti: come coadiuvante nelle miscele erbicide e come fitotossico per la spollonatura in vigneto e oliveto.
Questo articolo spiega come funziona in ciascuno dei due casi, quando conviene usarlo e cosa serve sapere prima di aggiungerlo alla botte. Per la composizione chimica e le caratteristiche del prodotto, vedere la pagina dedicata al solfato ammonico Azotal.
Perché il solfato ammonico migliora l’efficacia dei diserbanti
Il problema si chiama durezza dell’acqua. L’acqua di falda e di rete contiene ioni calcio (Ca²⁺) e magnesio (Mg²⁺) in quantità variabile. Questi ioni si legano con la molecola di glifosate, formano complessi poco assorbibili e ne riducono la penetrazione fogliare. Il risultato: un prodotto che tecnicamente funziona, ma che non esprime il pieno potenziale.
Il solfato ammonico interviene su questo meccanismo. Una volta disciolto in acqua compete con il principio attivo per gli ioni calcio e magnesio, neutralizzandoli prima che possano legarsi al glifosate. La molecola arriva alle foglie in forma libera, viene assorbita più facilmente attraverso la cuticola e garantisce un’azione più uniforme e duratura.
L’effetto secondario riguarda la tensione superficiale: il solfato ammonico abbassa leggermente il pH della miscela, rende la soluzione più aderente alla superficie fogliare e ne migliora la copertura anche su foglie cerose o polverose. Questo vale soprattutto in condizioni di umidità bassa, quando la cuticola è più impermeabile.
Quanto conta la durezza dell’acqua nella pratica? In zone con acque particolarmente dure (oltre 30°F), il beneficio del coadiuvante è significativo. Con acque soft, l’effetto è più limitato. Prima di aggiungere solfato ammonico per abitudine, vale la pena conoscere la durezza dell’acqua del punto di prelievo.
Con quali diserbanti funziona
L’abbinamento più documentato e diffuso è quello con il glifosate, usato in campi coltivati, vigneti, frutteti e bordi stradali. È anche quello con il meccanismo d’azione meglio studiato in relazione alla durezza dell’acqua.
Un effetto coadiuvante rilevante è stato osservato anche con il glufosinate ammonio (ampiamente usato in viticoltura come alternativa al glifosate), dove il miglioramento dell’adesione fogliare può compensare parte delle limitazioni di assorbimento.
Per i diserbanti ormonali come il 2,4-D, usati prevalentemente su cereali, il meccanismo è meno determinante: la durezza dell’acqua incide poco sull’assorbimento di queste molecole e il beneficio del solfato ammonico come coadiuvante è meno consolidato.
Una nota pratica: molti formulati moderni di glifosate contengono già tensioattivi integrati in formulazione. In questi casi il beneficio aggiuntivo del solfato ammonico è ridotto. Prima di aggiungerlo, leggere il foglio tecnico del prodotto fitosanitario specifico: se indica già la compatibilità con coadiuvanti o se la formulazione è “high-load”, l’aggiunta di solfato ammonico potrebbe essere superflua o controindicata.
Come si prepara la miscela
La regola operativa è semplice: solfato ammonico prima, diserbante dopo.
Versare il solfato ammonico nell’acqua di riempimento mentre la botte è in agitazione, prima di aggiungere qualsiasi altro prodotto. Questo passaggio serve a far agire il sale sull’acqua, neutralizzare gli ioni calcio e magnesio e preparare la soluzione prima che il principio attivo venga introdotto. Se si aggiunge il solfato ammonico dopo il glifosate, il sequestro degli ioni è già avvenuto e l’effetto coadiuvante è quasi nullo.
Le dosi indicative per uso come coadiuvante variano in genere tra 2 e 4 kg per ettaro su grandi superfici, oppure a una concentrazione del 2-3% nella miscela totale per trattamenti a basso volume. I valori precisi dipendono dalla durezza dell’acqua locale e dal tipo di diserbante. In zone con acque molto dure si può avvicinarsi al limite superiore; con acque di media durezza, la dose più bassa è spesso sufficiente.
Per informazioni su composizione, formati e forniture del prodotto, vedere la pagina solfato ammonico Azotal.
L’uso fitotossico per la spollonatura di vite e olivo
Separata dalla funzione di coadiuvante è l’applicazione del solfato ammonico a concentrazioni molto elevate, tra il 10 e il 15%, per eliminare i germogli basali (polloni) su vite e olivo. A queste concentrazioni, la soluzione esercita un effetto fitotossico diretto sui tessuti verdi con cui entra in contatto: brucia i germogli senza che sia necessario un principio attivo erbicida autorizzato.
È una pratica con una logica agronomica precisa. I polloni drenano energia dalla pianta principale, competono per le risorse idriche e nutritive e, se non rimossi, possono favorire l’insorgere di malattie fungine alla base del tronco. Eliminarli chimicamente con solfato ammonico concentrato è più rapido dell’intervento meccanico e richiede meno manodopera per aziende con superfici importanti.
Alcune indicazioni operative:
- Applicare con irroratore a spalla o lancia a bassa portata, dirigendo il getto esclusivamente sui polloni alla base del tronco
- Evitare il contatto con la corteccia e i tessuti lignificati della pianta principale, che potrebbero subire danni
- Intervenire nella fase di germogliamento attivo, quando i polloni sono teneri e la soluzione penetra meglio attraverso i tessuti
- Non applicare nei giorni molto caldi e ventosi: il vento aumenta il rischio di deriva sulle foglie vicine e il calore accelera l’evaporazione riducendo il tempo di contatto
- Tenere conto dell’effetto acidificante sul suolo nelle aree trattate, in particolare su terreni già con pH basso
Questa pratica non rientra nell’uso di prodotti fitosanitari regolamentati e non è classificata come diserbo autorizzato. Va eseguita con attenzione e con piena consapevolezza degli effetti sul terreno. Per indicazioni specifiche sulla concentrazione in relazione alla coltura e al tipo di suolo, è utile consultare un tecnico agronomico prima di procedere.
Per approfondire il comportamento del solfato ammonico sul pH del suolo e il suo impiego come concime, l’articolo su come concimare con il solfato ammonico tratta questi aspetti in dettaglio.
Temperature e condizioni ideali per il trattamento
Le condizioni climatiche al momento del trattamento influenzano il risultato sia nell’uso come coadiuvante che in quello fitotossico. Alcune indicazioni pratiche:
- Temperatura sopra i 10°C: sotto questa soglia le infestanti e i polloni non sono in fase di crescita attiva e l’assorbimento del principio attivo risulta molto rallentato
- Evitare trattamenti se le temperature notturne delle 48 ore precedenti sono scese sotto lo zero: la cuticola fogliare stressata dal freddo assorbe peggio
- Preferire le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio, evitando le ore centrali della giornata: il calore accelera l’evaporazione e riduce il tempo di contatto sulla foglia
- Non trattare con piogge previste nelle 4-6 ore successive all’applicazione: il dilavamento riduce drasticamente l’efficacia del diserbante
- Evitare giorni con vento superiore a 2-3 m/s per limitare la deriva del prodotto sulle colture adiacenti
Se l’acqua di miscela viene prelevata da pozzi profondi con temperatura bassa, lasciarla riposare a temperatura ambiente prima dell’uso può migliorare la solubilità del solfato ammonico e l’omogenità della miscela.
Solfato ammonico e fertilizzazione azotata: due usi distinti
Chi usa il solfato ammonico come coadiuvante nei trattamenti erbicidi non deve confondere le dosi e le modalità con quelle della concimazione. Nei trattamenti diserbanti le quantità sono molto inferiori rispetto a quelle agronomiche e il prodotto viene distribuito in soluzione acquosa sul verde, non sul terreno. L’apporto di azoto e zolfo al suolo è trascurabile e non sostituisce una concimazione pianificata.
Per approfondire le caratteristiche del solfato ammonico come fertilizzante azotato e le sue interazioni con il terreno, la guida ai concimi azotati: tipologie e utilizzo offre un confronto tra le diverse forme disponibili.
Per dubbi sull’uso come coadiuvante, sulle concentrazioni per la spollonatura o per informazioni sulle forniture del prodotto, il team Azotal è disponibile per supporto tecnico. Contatta Azotal tramite il form sul sito o chiama il numero verde 800 072661.
Domande frequenti sul solfato ammonico nei trattamenti diserbanti
Il solfato ammonico è un diserbante?
No. Il solfato ammonico non è un diserbante registrato e non può essere usato come sostituto dei prodotti fitosanitari autorizzati. In concentrazioni molto elevate (10-15%) esercita un effetto fitotossico sui tessuti verdi ed è usato per la spollonatura di vite e olivo, ma questa pratica non è classificata come diserbo autorizzato.
Perché aggiungere solfato ammonico al glifosate?
L’acqua di rete e di falda contiene ioni calcio e magnesio che si legano alla molecola di glifosate, riducendone la disponibilità e l’assorbimento fogliare. Il solfato ammonico neutralizza questi ioni prima che interferiscano con il principio attivo, migliorando la penetrazione del glifosate attraverso la cuticola delle foglie.
Come si aggiunge il solfato ammonico alla miscela erbicida?
Va sempre sciolto per primo nell’acqua di riempimento, prima del diserbante, mentre la botte è in agitazione. Se si aggiunge dopo il glifosate, il sequestro degli ioni calcio e magnesio è già avvenuto e l’effetto coadiuvante è pressoché nullo. Le dosi indicative variano tra 2 e 4 kg per ettaro su grandi superfici, o al 2-3% sulla miscela totale per trattamenti a basso volume.
Si può usare per la spollonatura dell’olivo e della vite?
Sì, in soluzione concentrata tra il 10 e il 15%. L’effetto fitotossico brucia i germogli basali teneri. È importante dirigere il getto esclusivamente sui polloni, evitare il contatto con corteccia e tessuti lignificati, e intervenire nella fase di germogliamento attivo. Va considerato l’effetto acidificante sul suolo nelle aree trattate.
Il solfato ammonico funziona come coadiuvante con tutti i diserbanti?
No. Il beneficio è maggiore con glifosate e glufosinate ammonio, dove la durezza dell’acqua incide significativamente sull’assorbimento. Con diserbanti ormonali come il 2,4-D l’effetto è meno rilevante. Molti formulati moderni di glifosate contengono già tensioattivi integrati: in questi casi l’aggiunta di solfato ammonico potrebbe essere superflua. Verificare sempre il foglio tecnico del prodotto specifico.