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CHE COSA È IL SOLFATO DI AMMONIO?

Pubblicato il 2 Maggio 2026

Il solfato di ammonio è un sale minerale con formula chimica (NH₄)₂SO₄, ottenuto dalla reazione tra acido solforico e ammoniaca. A temperatura ambiente si presenta come cristalli biancastri e inodori, molto solubili in acqua. È uno dei concimi azotati più usati in agricoltura professionale, con un utilizzo rilevante anche nell’industria del legno.

Formula chimica e composizione

La formula del solfato di ammonio è (NH₄)₂SO₄: due ioni ammonio (NH₄⁺) e un anione solfato (SO₄²⁻). Contiene il 21% di azoto in forma ammoniacale e il 24% di zolfo in forma solfatica.

L’assenza di azoto nitrico (NO₃⁻) è una caratteristica che distingue il solfato ammonico da fertilizzanti come il nitrato ammonico o il nitrato di calcio. L’ammonio ha carica positiva e si lega alle particelle di argilla e humus del suolo, che hanno carica negativa: questo lo trattiene nel profilo radicale e riduce le perdite per lisciviazione con le piogge.

Come viene prodotto

Originariamente era un sottoprodotto industriale: si recuperava dalla produzione di caprolattame, dalla cokeificazione del carbone e da altri processi chimici. Oggi viene prodotto anche per sintesi diretta, per reazione esotermica tra acido solforico e ammoniaca gassosa.

Azotal produce solfato ammonico in soluzione acquosa nello stabilimento di Casalmaggiore (CR) tramite questo secondo metodo. La reazione avviene in modo controllato per garantire concentrazione e pH costanti tra un lotto e l’altro.

Come agisce nel suolo

Una volta distribuito, il solfato ammonico viene elaborato dai batteri nitrificanti presenti nel suolo, che trasformano l’ammonio (NH₄⁺) in nitrato (NO₃⁻). Questo processo libera ioni H⁺ che abbassano il pH in modo lento e progressivo: l’acidificazione non è immediata, ma si accumula nel tempo con le applicazioni ripetute.

Nei terreni alcalini o calcarei (pH superiore a 7), il calo del pH sblocca micronutrienti come ferro, manganese e zinco, che a pH elevato precipitano in forme non assorbibili dalle radici. Nei suoli già acidi (pH inferiore a 5,5), l’uso continuativo richiede attenzione e va compensato con apporti di calce.

Lo zolfo apportato (24%) è un macronutriente secondario che partecipa alla sintesi degli aminoacidi solforati cisteina e metionina, alla formazione della clorofilla e all’attivazione di diversi enzimi. Con la riduzione delle deposizioni atmosferiche di zolfo degli ultimi decenni, le carenze in campo sono aumentate, in particolare nei suoli sabbiosi. Il solfato ammonico corregge azoto e zolfo con un’unica applicazione.

Dosaggi per coltura, timing stagionale, gestione della fertirrigazione e casi in cui non usarlo sono nella guida completa alla concimazione con solfato ammonico.

Principali utilizzi

Agricoltura — è il campo di impiego principale: concime azotato con azione acidificante, indicato in particolare per terreni calcarei e colture acidofile. Colture, dosaggi, timing stagionale e modalità di applicazione sono nella guida su come concimare con il solfato ammonico.

Industria del legno — nella produzione di pannelli truciolari e MDF il solfato ammonico interviene come agente che aumenta la resistenza meccanica del materiale.

Coadiuvante erbicida — in abbinamento con certi erbicidi ne aumenta l’efficacia, agendo sulla durezza dell’acqua di diluizione e sulla penetrazione del principio attivo.

Solfato di ammonio o urea

Sono i due fertilizzanti azotati più usati in campo, ma funzionano in modo diverso. L’urea ha il 46% di azoto contro il 21% del solfato ammonico: più concentrata, più economica per unità di azoto. Non apporta zolfo. Nei suoli alcalini può perdere azoto per volatilizzazione se non viene interrata o irrigata subito. Il solfato ammonico è più stabile in queste condizioni e corregge anche la carenza di zolfo, ma abbassa il pH nel tempo: nei suoli già acidi questo è uno svantaggio.

La scelta dipende principalmente dal tipo di suolo e dalla coltura. Il confronto tecnico dettagliato è nell’articolo sulla differenza tra urea e solfato ammonico.

Solfato di ammonio Azotal: formati e specifiche

Azotal produce solfato ammonico in soluzione acquosa a concentrazioni dal 25% al 38% in peso. Il pH è personalizzabile da 1,5 a 6 su commessa, in base alle esigenze del cliente e del tipo di impianto di distribuzione. La consegna avviene in autobotte o IBC da 1.000 litri.

Per concentrazioni, formati di fornitura e dati tecnici per la fertirrigazione: pagina prodotto solfato ammonico Azotal.

Per informazioni su volumi minimi, formati e condizioni di fornitura: numero verde 800 072661 o form di contatto sul sito.

Domande frequenti sul solfato di ammonio

Qual è la formula chimica del solfato di ammonio?

La formula del solfato di ammonio è (NH₄)₂SO₄. È composto da due ioni ammonio (NH₄⁺) e un anione solfato (SO₄²⁻). La massa molecolare è 132,14 g/mol. A temperatura ambiente si presenta come cristalli bianchi inodori, con elevata solubilità in acqua.

Solfato di ammonio e solfato ammonico sono la stessa cosa?

Sì. I due nomi indicano lo stesso composto: (NH₄)₂SO₄. “Solfato ammonico” è la denominazione più comune in ambito agricolo italiano, mentre “solfato di ammonio” è la nomenclatura chimica sistematica. In inglese il composto è noto come ammonium sulphate o ammonium sulfate.

Qual è la differenza tra solfato di ammonio e nitrato ammonico?

Il nitrato ammonico (NH₄NO₃) contiene azoto in due forme: ammoniacale e nitrica. Il solfato di ammonio ha solo azoto ammoniacale ma apporta anche il 24% di zolfo, assente nel nitrato ammonico. Il nitrato ammonico ha un contenuto di azoto più alto (33-34%) e non abbassa il pH del suolo in modo significativo. Il solfato ammonico è più indicato nei terreni calcarei e nelle colture acidofile; il nitrato ammonico è preferibile nei suoli già acidi o quando serve azoto in forma immediatamente disponibile.

Il solfato di ammonio abbassa sempre il pH del suolo?

L’effetto acidificante è reale ma dipende dalla dose, dalla frequenza delle applicazioni e dalla capacità tampone del suolo. I suoli calcarei con alto contenuto di carbonati di calcio resistono più a lungo all’acidificazione. In suoli con bassa capacità tampone (sabbiosi, poveri di materia organica), anche dosi moderate possono abbassare il pH in tempi relativamente brevi. Il monitoraggio periodico del pH è consigliabile quando si usa il solfato ammonico in modo continuativo.

Il solfato di ammonio in soluzione acquosa è diverso da quello granulare?

No dal punto di vista chimico: la composizione è la stessa. La differenza è operativa. La soluzione acquosa è già disciolta e pronta per la fertirrigazione, senza scioglimento preliminare: garantisce distribuzione uniforme e dosaggio preciso. Il granulare richiede umidità nel suolo o irrigazione dopo la distribuzione per attivarsi. Per le colture ad alto valore e gli impianti a goccia, la forma liquida è generalmente preferita.